Petizione per il rilascio dei prigionieri politici detenuti
dalla Spagna e per elezioni eque il 21 dicembre

Diretta a:

Nazioni Unite, segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres

Consiglio europeo, presidente del Consiglio europeo Donald Tusk

Commissione europea, presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker

In seguito al referendum sull’indipendenza e alla successiva proclamazione dell’indipendenza da parte del Parlamento della Catalogna, il governo spagnolo ha sciolto il Parlamento catalano, deposto il governo catalano e arrestato otto membri del Consiglio dei ministri, compreso il vicepresidente. Sebbene la Spagna abbia tentato di estradare il presidente della Catalogna e i rimanenti quattro ministri, che si trovano attualmente in Belgio nel tentativo di garantire un processo imparziale, finora quest’ultimo non ha avuto alcun risultato. Il paragone, da parte del pubblico ministero spagnolo, del referendum del primo ottobre sull’indipendenza catalana a un “colpo di stato armato” rivela la posizione insostenibile della Spagna.

L’appello del governo spagnolo al principio della legalità non può dissimulare una persecuzione politica di dimensioni e intensità mai viste sin dalla dittatura di Franco. Lo scopo ovvio del governo è instillare la paura nel popolo catalano non solo per mezzo della censura, degli arresti e delle minacce prima del referendum, ma anche grazie alla brutale e reprimente violenza perpetrata ai danni di votanti pacifici lo stesso primo ottobre. Inoltre, questo atteggiamento è proseguito dal giorno del referendum, estendendo lo stalking giudiziario a funzionari del governo, sindaci, insegnanti, giornalisti e chiunque esprima opinioni in nome dell’esercizio pacifico dei diritti democratici dei cittadini.

Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha indetto elezioni anticipate in Catalogna il 21 dicembre, mentre membri di spicco del governo e del senato hanno espresso simultaneamente l’intenzione di ignorare qualsiasi vittoria dei partiti a favore dell’indipendenza. Anche senza l’incarcerazione di leader politici di spicco e possibili candidati, il loro maltrattamento in custodia cautelare e la persistente violenza dell’estrema destra contro giornalisti e cittadini, la risposta del governo spagnolo non sta creando un clima nel quale si possano indire libere ed eque elezioni.

Poiché i catalani insistono nel creare una soluzione democratica a questo conflitto, sono disposti ancora una volta a decidere questa questione mediante le urne. Affinché queste elezioni siano un arbitro onesto, devono essere soddisfatte certe condizioni e per questo, i sottoscritti, con la presente, chiedono l’intervento dell’ONU, del Consiglio europeo e della Commissione europea per:

  • Porre fine al condono del comportamento non democratico della Spagna, compreso l’uso scorretto dei tribunali, il subentro nelle istituzioni del governo catalano, la violenza della polizia e l’atteggiamento di indifferenza verso i più di cento episodi di violenza dell’estrema destra accaduti a seguito di ogni marcia unionista.
  • Garantire ai catalani, in quanto cittadini europei, i diritti civili e politici, compresa la libertà di associazione, libertà di parola e libertà di espressione politica, che attualmente vengono violate impunemente dallo stato spagnolo.
  • Chiedere che la Spagna liberi i dieci prigionieri politici attualmente nelle carceri spagnole, i cui processi sommari e la successiva custodia cautelare nelle celle delle prigioni sono una parodia della democrazia europea e la cui partecipazione alle elezioni non si può svolgere correttamente dalla prigione.
  • Garantire che a nessuna persona o partito sia proibita la partecipazione alle elezioni politiche in Catalogna e che la Spagna non imporrà quali programmi elettorali sono accettabili.
  • Fornire osservatori internazionali accreditati per garantire che le elezioni del 21 dicembre imposte in Catalogna si svolgano equamente e onestamente.

L’unica soluzione pacifica al conflitto tra Spagna e Catalogna è quella democratica. è ora che la comunità europea e quella internazionale facciano valere la loro influenza nell’insistere affinché ai cittadini catalani venga data la possibilità di esprimere la propria opinione sul futuro della loro nazione liberamente e democraticamente senza paura di subire punizioni nei tribunali, da parte della polizia o degli estremisti di destra.

Traduzione italiana di Cristina Accardi

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